martedì 29 aprile 2008

DELITTI A CINECITTA' DI UMBERTO LENZI


DELITTI A CINECITTA' DI UMBERTO LENZI
Via dei Fienaroli 31/D - Roma
Martedì 29 Aprile, alle ore 19.30
Umberto Lenzi presenta il libro DELITTI A CINECITTA', editato dalla Francesco Coniglio Editore
Intervengono
Goffredo Fofi
Maria Pia Fusco

Dimesso nell’aspetto eppur sempre dignitoso, Bruno Astolfi, riciclatosi detective dopo una lunga militanza nella Polizia di Stato, lavora nelle retrovie con alterna fortuna ma con la caparbietà di chi è ben intenzionato a risollevare le proprie sorti e a guadagnare con onestà la sua parcella. La ruota riprende a girare quando bussa alla porta del suo modesto studiolo la nota attrice Luisa Ferida, che metterà Astolfi sulle tracce di una lunga serie di Delitti a Cinecittà (pagg. 200, euro 12).
A ordire la trama di questo avvincente giallo è la mano esperta del regista Umberto Lenzi, testimone, non a caso, di una grande stagione del cinema italiano.


IL LIBRO
Cinecittà, primavera 1940. Mentre è impegnata nelle riprese del film La corona di ferro, del regista Alessandro Blasetti, la celebre diva dello schermo Luisa Ferida è vittima di un tentativo di omicidio da parte di un misterioso personaggio, che continua a minacciarla di morte tramite lettere anonime. Per sventare il pericolo, la Ferida e il suo compagno – il noto attore Osvaldo Valenti – si affidano al detective privato Bruno Astolfi, un ex commissario di polizia radiato dal ruolo per il suo aperto antifascismo. Astolfi inizia così a indagare sul set dello spettacolare film di Blasetti, affollato di attori e figuranti. Durante le riprese di una scena, il detective riesce fortunosamente a salvare l’attrice dal suo sconosciuto persecutore, che le spara da un terrazzo uccidendo al suo posto una giovane comparsa. Da qui in poi si susseguono episodi convulsi che provocano altre vittime, tutte legate in qualche modo al passato della celebre coppia. Concentrandosi proprio su questo passato in parte oscuro, Astolfi dà avvio alla sua serrata inchiesta che, tra un colpo di scena e l’altro, lo porterà a confrontarsi con alcuni miti del cinema italiano tra cui Vittorio De Sica, Totò, Alida Valli, Amedeo Nazzari, Renato Castellani e Cesare Zavattini.

L’AUTORE
Umberto Lenzi nella sua quarantennale attività di regista ha attraversato con oltre 60 film tutto il cinema di genere (peplum, bellico, thriller, horror), ma dove ha toccato i vertici è stato nel “poliziottesco”: Milano odia: la polizia non può sparare, Roma a mano armata, Il trucido e lo sbirro… sono solo alcuni dei film che gli hanno valso il gradimento del pubblico all’epoca e la tardiva rivalutazione dei critici, nonché un attestato di stima da parte di Quentin Tarantino. Questo libro è il suo esordio nella narrativa giallo-poliziesca.


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