sabato 24 maggio 2008

ADDIO A TANO CIMAROSA


IN RICORDO DI ZECCHINETTA

Si è spento a Messina nella notte del 24 Maggio, Tano Cimarosa, uno dei più grandi caratteristi del cinema italiano di genere. Molti lo ricordano nei panni di Zecchinetta ne Il giorno della Civetta di Damiano Damiani, ma nella sua lunga carriera Cimarosa è stato una presenza costante in molti film di Sordi (Il Medico della Mutua, Bello, onesto, emigrato Australia sposerebbe detenuta illibata, Detenuto in attesa di giudizio) e Tornatore (Nuovo cinema Paradiso, Una pura formalità, L'uomo delle stelle).
Nelle prossime puntate di Tre Rose presenteremo uno speciale sull'attore realizzato in collaborazione con Luigia Miniucchi, autrice del libro Il Mondo di Tano Cimarosa.

giovedì 15 maggio 2008

PROVOCAZIONE

PROVOCAZIONE

Censura: Film vietato ai minori di anni 18
Anno:1988
Durata: 82
Regia: Piero Vivarelli
Sceneggiatura: Patrizia Rosso (soggetto e sceneggiatura), Piero Vivarelli (soggetto e sceneggiatura)
Interpreti: Moana Pozzi, Marino Masé, Pietra Scharbach, Hula
Fotografia: Alessandro Carlotto
Musiche: Roberto Ciotti
Produzione: Cometa Film
La scheda su IMDB

TRAMA
Per intascare l'eredità del marito defunto, l'avvenente Vanessa (Moana Pozzi) è costretta a prendersi cura di Kiki (Petra Scharbach) e Vivi (Hula), le due svogliate figliastre. Dato che le giovani non vogliono proprio saperne di studiare, la matrigna decide di farle preparare per l'esame di maturità da un professore ex amante (Marino Masè), ma il nuovo arrivo in casa scatenerà voglie e giochi perversi.

LA CRITICA UFFICIALE
"Vivarelli (che compare nella parte dell'avvocato e firma la sceneggiatura con Patrizia Rosso) si adatta a un progetto soft-core che coinvolge tre attrici della scuderia di Riccardo Schicchi. Qualche tocco parodistico non compensa la cagneria dell'insieme. Nessun successo all'epoca. Noto anche come Erotic Games e Provocazione di Piero Vivarelli: alla faccia!"
Voto: *
IL MEREGHETTI

"Thriller porno che segna il primo sconfinamento di Moana del soft d'autore (Vivarelli...) (...) Il film è abbastanza disastroso e troppo lento, Marino Masè è ormai inadeguato come stallone, ma le ragazze, soprattutto Moana e Petra, quando sono nude non sono affatto male. Frase di lancio: "Stasera, svestitissima, per una provocazione in più, allo spettacolo delle ore 22.30, interverrà Moana Pozzi."
STRACULT di Marco Giusti

RECENSIONE
Dopo un lungo periodo di inattività, Piero Vivarelli, ex re del musicarello e del cinema erotico-esotico, torna a dirigere misurandosi per la prima e ultima volta con il genere soft-core. Ne esce una storia erotica un po' morbosetta vivacizzata dalla presenza di una Moana all'apice della forma e che all'epoca cercava una visibilità maggiore di quella che poteva offrirle il mondo dell'Hard (vedi la presenza in tv nel programma L'Araba Fenice).
Per capire dove andrà a parare il film, basta vedere le sequenze iniziali con il professore Masè che cita Schopenhauer mentre Vivarelli inquadra l'interno coscia di Petra: praticamente una variante casareccia de L'Angelo Azzurro, ma i due sceneggiatori riescono comunque a vivacizzarla adottando una struttura circolare e introducendo vari sottofinali in cui vengono sorprendentemente tolti di mezzo quelli che almeno sulla carta sembravano i veri protagonisti della vicenda.
Pur senza qualche imbarazzo (soprattutto nelle scene di sesso) l'attempato Masè non se la cava malaccio, ma è l'unico che regge dignitosamente la scena. Moana al contrario si fa amare con la solita disinvoltura (in tre scene al limite dell'hard), ma come attrice è ai limiti del sostenibile.
Le due sorelline terribili dal fisico acerbo dimostrano di saperne quanto la loro matrignia in ars amatoria ma Vivarelli si limita a mostrarcele in qualche balletto erotico, mentre fanno la pipì o al massimo impegnate nei preliminari. Non dovrebbe sorprende troppo considerando che le ragazze pur facendo parte dell'agenzia Diva Futura di Schicchi, non hanno mai interpretato film hard. Dopo una decina di pellicole, Petra ha infatti lasciato il mondo del cinema e ora si occupa di body painting. Quanto ad Hula qui all'esordio, ha esaurito la sua carriera (tre film in tutto) interpretando nel 1989 Diva Futura - L'avventura nell'amore.
Musica in perfetto stile ottanta ma un bel passo indietro rispetto allo score firmato da Martelli per Il Dio Serpente.
Vivarelli appare nel finale nel ruolo dell'avvocato Molinari.
La vera provocazione poteva consistere nel trasformare questo mediocre film erotico in un memorabile porno d'autore. Occasione sprecata.





IL DVD
Produzione: Minerva video
Distribuzione: 01
Codice Area: 2
Visto Censura: Vietato ai minori di anni 18
Tipo DVD: 5 - Singolo lato, singolo strato
Audio: Italiano dolby digital 2.0
Sottotitoli: Nessuno
Formato Video: 16/9
Extra: Nessuno
Note: Media qualità video. Dvd spartano.

VOTO EDIZIONE DVD

giovedì 8 maggio 2008

PIOMBO 70: IL BRACCIO ARMATO DEL CINEMA ITALIANO


Giovedì 8 Maggio 2008
ore 21.00
SUD Dinner Bar
Via Solferino 33, Milano (MM2 Moscova)
Ingresso libero

SEMINARIO PER GIALLO E BAR:
"PIOMBO 70: IL BRACCIO ARMATO DEL CINEMA ITALIANO"


Milano Trema:Piombo ´70 risponde
Immancabile appuntamento al SUD dinner bar il giorno 8 Maggio alle ore
21.00
Andrea G.Pinketts presenta il saggio di Dario Geraci dal titolo
"Piombo ´70:il braccio armato del cinema italiano".
Alla serata parteciperanno in qualità di relatori gli scrittori Andrea
Carlo Cappi (Diabolik:Alba di sangue;Morte accidentale di una lady) e
Stefano Di Marino (Montecristo/1;Il veleno del cobra).
La serata continua il viaggio intrapreso con la prima puntata dedicata
al cinema italiano di genere svoltasi il giorno 17 Aprile 2008 ed
incentrata sullo Spaghetti Western.
Un imperdibile appuntamento quindi per rivivere la stagione più
violenta del cinema italiano,quella dei commissari di ferro
interpretati da Maurizio Merli e Franco Nero e dai cattivi più spietati
come quelli di Tomas Milian ed Henry Silva.
Nel corso della serata sarà possibile acquistare il saggio "Piombo
`70" (Edizioni Domino) al prezzo esclusivo di 8.00 euro.
Non mancate

martedì 29 aprile 2008

LA COMPAGNA DI VIAGGIO

LA COMPAGNA DI VIAGGIO

Censura: Film per tutti
Anno:1980
Durata: 85
Regia: Ferdinaldo Baldi
Sceneggiatura: Ferdinando Baldi (soggetto e sceneggiatura)
Interpreti: Gastone Moschin, Anna Maria Rizzoli, Serena Grandi, Annie Belle, Giorgio Bracardi, Pino Ferrara, Raf Luca, Marina Frajese, Marisa Mell, Moana Pozzi
Fotografia: Sergio Martinelli
Musiche: Marcello Giombini
Produzione: Rinascita cinematografica
La scheda su IMDB

TRAMA
Sulla linea ferroviaria Roma-Parigi, Il Barone (Gastone Moschin), noto professionista del crimine, cerca di mettere le mani sopra un carico di lingotti d'oro.
La disinibita Lilly, attrice un po' vamp (Anna Maria Rizzoli), si presta come complice seducendo parte degli occasionali compagni di viaggio.

LA CRITICA UFFICIALE
"Film chiave del porno e della commediaccia all'italiana, diretto da uno specialista di avventurosi che mai ha trafficato il genere. Riunisce in un unico set, il treno, delle superstar del genere come Rizzoli, Frajese (doppiata in torinese!), Mell, Pozzi e Belle. Teoricamente fondamentale. «Sinceramente non abbiamo capito dove il regista voleva andare a parare. E poi che fatica girare su questo treno, stipati dentro questi compartimenti. Tra l'altro, anche i movimenti erano limitati» (Annamaria Rizzoli, "Nocturno")"
STRACULT di Marco Giusti

RECENSIONE
Dopo La ragazza del vagone letto, horror erotico con Silvia Donisio, Ferdinando Baldi recupera il set ferroviario per ambientarci una pretenziosa commediaccia a cui spetta di diritto lo status di culto, ma solo per l'incredibile numero di sex simbol che riesce a sprecare in un colpo solo. Anna Maria Rizzoli, Serena Grandi, Marina Frajese, Moana Pozzi, Annie Belle, Marisa Mell, tutte insieme nella stessa carrozza, roba da far girare la testa pure a Tinto Brass, eppure Baldi non afferra in pieno la portata di questa occasione irripetibile e si perde in una storia di umorismo nonsense a cui giova poco e niente la presenza di un guitto di razza come Gastone Moschin. Intendiamoci, i pretesti per mostrare nudità muliebre non mancano e il regista è lesto nello zoomare su tette e culi appena la sceneggiatura gliene offre il pretesto, ma la storia è davvero senza capo né coda e prima di arrivare all'imbarazzante finale si ha quasi la certezza di essere incappati in un pessimo barzelletta-movie dalle vaghe ambizioni arty (vedi le azzardate incursioni nel metacinema).
Se la Rizzoli e la Frajese (doppiata in torinese!) sono piuttosto scatenate, e la Pozzi si limita ad assestare il colpo del KO sfoderando un autorevolissimo topless, sia Marisa Mell che Annie Belle scelgono il basso profilo e rinunciano a scoprirsi. Quanto a Serena Grandi, allora al suo terzo film, evita di entrare in concorrenza diretta con la vera protagonista, ma è chiaro che è già pronta a raccoglierne l'eredità.
Bracardi insiste con il solito tormentone ("Macchettefreca... Macchemmefreca") e per un po' il suo birignao riesce a farci trattenere qualche sbadiglio.
Particina piccola piccola per il grande Franco Caracciolo, naturalmente nel solito ruolo gay.
Tra le ultime prove di Raf Luca. Altro talento sprecato.
In questo film che contribuisce al declino della commedia sexy, Anna Maria Rizzoli mostra addirittura lampi di lucidità citando più o meno involontariamente la Gloria Swanson di Viale del Tramonto: "Non mi piace questo film è un idiozia, come tutti quelli che ho fatto da quando c'è la crisi, se continua così credo che andrò... sì credo che andrò in California... - Abbandona l'Europa proprio ora che l'abbiamo fatta? - L'Europa è nata e il cinema è morto... noi attori non siamo che cadaveri ambulanti, fantasmi di un'illusione che ha fatto ormai il suo tempo..."



IL DVD
Produzione: RaroVideo
Distribuzione: Sony
Codice Area: 2
Visto Censura: Film per tutti
Tipo DVD: 5 - Singolo lato, singolo strato
Audio: Italiano dual mono
Sottotitoli: Nessuno
Formato Video: 16/9 Anamorfico 1.78:1
Extra: Trailer originale - Intervista a Giorgio Bracardi.
Note: Video di discreta qualità. Passabile l'intervista a Bracardi. Non si capisce come mai sulla copertina del dvd sia sparito il nome di Marina Frajese.

VOTO EDIZIONE DVD

DELITTI A CINECITTA' DI UMBERTO LENZI


DELITTI A CINECITTA' DI UMBERTO LENZI
Via dei Fienaroli 31/D - Roma
Martedì 29 Aprile, alle ore 19.30
Umberto Lenzi presenta il libro DELITTI A CINECITTA', editato dalla Francesco Coniglio Editore
Intervengono
Goffredo Fofi
Maria Pia Fusco

Dimesso nell’aspetto eppur sempre dignitoso, Bruno Astolfi, riciclatosi detective dopo una lunga militanza nella Polizia di Stato, lavora nelle retrovie con alterna fortuna ma con la caparbietà di chi è ben intenzionato a risollevare le proprie sorti e a guadagnare con onestà la sua parcella. La ruota riprende a girare quando bussa alla porta del suo modesto studiolo la nota attrice Luisa Ferida, che metterà Astolfi sulle tracce di una lunga serie di Delitti a Cinecittà (pagg. 200, euro 12).
A ordire la trama di questo avvincente giallo è la mano esperta del regista Umberto Lenzi, testimone, non a caso, di una grande stagione del cinema italiano.


IL LIBRO
Cinecittà, primavera 1940. Mentre è impegnata nelle riprese del film La corona di ferro, del regista Alessandro Blasetti, la celebre diva dello schermo Luisa Ferida è vittima di un tentativo di omicidio da parte di un misterioso personaggio, che continua a minacciarla di morte tramite lettere anonime. Per sventare il pericolo, la Ferida e il suo compagno – il noto attore Osvaldo Valenti – si affidano al detective privato Bruno Astolfi, un ex commissario di polizia radiato dal ruolo per il suo aperto antifascismo. Astolfi inizia così a indagare sul set dello spettacolare film di Blasetti, affollato di attori e figuranti. Durante le riprese di una scena, il detective riesce fortunosamente a salvare l’attrice dal suo sconosciuto persecutore, che le spara da un terrazzo uccidendo al suo posto una giovane comparsa. Da qui in poi si susseguono episodi convulsi che provocano altre vittime, tutte legate in qualche modo al passato della celebre coppia. Concentrandosi proprio su questo passato in parte oscuro, Astolfi dà avvio alla sua serrata inchiesta che, tra un colpo di scena e l’altro, lo porterà a confrontarsi con alcuni miti del cinema italiano tra cui Vittorio De Sica, Totò, Alida Valli, Amedeo Nazzari, Renato Castellani e Cesare Zavattini.

L’AUTORE
Umberto Lenzi nella sua quarantennale attività di regista ha attraversato con oltre 60 film tutto il cinema di genere (peplum, bellico, thriller, horror), ma dove ha toccato i vertici è stato nel “poliziottesco”: Milano odia: la polizia non può sparare, Roma a mano armata, Il trucido e lo sbirro… sono solo alcuni dei film che gli hanno valso il gradimento del pubblico all’epoca e la tardiva rivalutazione dei critici, nonché un attestato di stima da parte di Quentin Tarantino. Questo libro è il suo esordio nella narrativa giallo-poliziesca.